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Siberiana di Luciana Castellina vince il Premio Letterario Vallombrosa

in promozioni 16/06/2014
 Luciana Castellina con il libro Siberiana è la vincitrice del Premio letterario Vallombrosa "Il viaggio e l'incontro", edizione 2014. La proclamazione è avvenuta nella storica abbazia di Vallombrosa, a una trentina di km da Firenze, presente l'autrice e  la giuria, presieduta da Claudio Fucini, e composta da Angelo Rabatti, Alessandro Benvenuti, Paolo Ciampi, Alessandro Agostinelli, Francesca Ricceri e Livio Brighenti. 
 
Questa la motivazione della giuria:
 
"E' noto a chi pratica lo Zen del tiro con l'arco che l'arciere infallibile non tira contro il bersaglio ma contro se stesso. Arciere e bersaglio sono in realtà la stessa cosa: per questo l'arciere è infallibile. Allo stesso modo il vero viaggiatore non si limita a misurarsi sulle lontananze ma viaggia cercando e interrogando se stesso, nel confronto con il nuovo a cui va incontro.
Il premio Vallombrosa quest'anno intendeva proprio sottolineare questa dimensione del viaggio che è spostamento nello spazio (né potrebbe essere altrimenti) ma è soprattutto spostamento nel proprio essere nel tempo passato e futuro, esperienza che porta il viaggiatore a incontrare nell'altrove - e negli altri - il suo essere più autentico.
E' questo sentimento del viaggion che la giuria ha pienamente ravvisato in "Siberiana" di Luciana Castellina: un viaggio in treno attraverso cinque fusi orari e seimila chilometri, dal centro alla periferia di quello che un tempo era l'impero sovietico. Ma anche assai di più di un'esperienza di movimento attraverso una spazio immenso.
Lo sguardo della Castellina è profondo come uno scavo archeologico che riporta alla luce il passato di un intero paese che per molti ha rappresentato un'idea ma anche la negazione di molte cose; è tagliente come un bisturi che non esita ad affondare nella propria storia personale.
In modo asciutto, sincero, privo di compiacimenti di tanta letteratura di viaggio, il libro di Luciana Castellina fonde passato e presente, testimonianza ed esperienza, storia collettiva e storia presente.
Il passato si mescola agli eventi e ai personaggi di oggi. Rivive attraverso i travagli di una parabola allo stesso tempo personale e collettiva. Indugia sui fatti della storia zarista e quindi sovietica per fare i conti con inquietudini che appartengono al nostro tempo.
La viaggiatrice ripercorre nel viaggio il proprio passato - e il passato di molti - indagandolo nelle città che si sono trasformate rapidamente, come se sospinte dall'onda dei fallimenti e delle delusioni.
Nelle pagine del libro si respirano gli spazi immensi e vuoti di un mondo che sta cercando se stesso ma anche il passato ed il presente di una società che ancora non ha pienamente deciso cosa fare di stessa.
E' un viaggio complicato, certo non una vacanza, quella di Luciana Castellina. Che con quel libro ci fa salire sulla Transiberiana e ci permette di farle compagnia. Quasi si potesse conversare insieme sul treno che procede verso Oriente, parlando di ciò che è stato, con disincanto, ma senza acredine, piuttosto con la tenerezza che tutti dobbiamo avere verso ciò che abbiamo vissuto."