Marina Cvetaeva

Il campo dei cigni

  • traduzione: Caterina Graziadei
  • ISBN: 9788874526437
  • Data Pubblicazione: 20/04/2017
  • collana: poeti.com

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brossura
Il campo dei cigni

Descrizione

 

Fino ad ora inedito in Italia nella sua interezza, il ciclo “Lebedinyj stan” (Il campo dei cigni), raccoglie poesie scritte da Marina Cvetaeva tra il marzo del 1917 e il dicembre del 1920.

Il ciclo, consegnato da Cvetaeva insieme ad altri materiali, ordinati e ricopiati, all’Università di Basilea, prima del suo rientro in Unione Sovietica nel 1939,  verrà stampato per la prima volta intero solo nel 1957, a cura di Gleb Struve (Monaco).

“Il campo dei cigni” può essere letto come un diario dei cupi anni della carestia e della guerra civile, quando Marina Cvetaeva resterà bloccata a Mosca, con le due figlie, Ariadna (Alja) di quattro anni e la minore Irina, nata nel 1917, che morrà tre anni dopo, per denutrizione, all’asilo statale di Kuncevo. Per quattro anni Cvetaeva non avrà più notizie del marito, Sergej Efron,  che si era arruolato volontario nell’Armata bianca del generale Vrangel’, - a lui e alla Guardia bianca è idealmente dedicato il ciclo.

Al diario privato si alterna la ‘cronaca’ del “tempo presente”, la campagna di Crimea, le battaglie sul Don (uno scampanio che accompagna molta parte delle poesie), la disfatta. Mosca diviene personaggio, insieme allo zar Pietro, il grande accusato, il progenitore d’ogni distruzione e dissolutezza , con il falso Dimitrij e la nobile polacca Marina Mniszech., il ribelle Sten’ka Razin.

Ogni poesia reca la data di composizione e spesso l’indicazione precisa della festa liturgica o della scansione stagionale. Quasi un’ansia di fissare il tempo sconvolto dalla Rivoluzione, ancorandolo alla certezza della vita scandita dalle feste religiose.

Traduzione, introduzione e note esplicative a cura di Caterina Graziadei.

 

 

 

 

 

 

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